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Ashwagandha: la scienza dietro il rimedio millenario per lo stress

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L’Ashwagandha (Withania somnifera) non è una semplice pianta, ma uno dei pilastri della medicina tradizionale, oggi ampiamente validato dalla ricerca moderna.

Definita pianta adattogena, ha la capacità unica di "istruire" il nostro organismo a gestire meglio gli stimoli stressogeni, siano essi fisici o emotivi.


Come agisce nel nostro corpo?

Il segreto risiede nei withanolidi, i principi attivi concentrati nella radice.

Questi composti agiscono direttamente sul sistema endocrino, aiutando a regolare la produzione di cortisolo, l'ormone dello stress. Quando i livelli di cortisolo sono equilibrati, non solo ci sentiamo più calmi, ma migliorano anche le funzioni immunitarie e la qualità del sonno.


Perché sceglierla?

A differenza di molti stimolanti o rilassanti sintetici, l'Ashwagandha lavora per riportare l'organismo in uno stato di omeostasi (equilibrio). È indicata per chi:


  • Vive periodi di "burnout" lavorativo o accademico.

  • Soffre di risvegli notturni o difficoltà ad addormentarsi.

  • Pratica sport intensi e necessita di un recupero muscolare più rapido.


La sicurezza prima di tutto

Nonostante sia un rimedio naturale, l'integrazione non va mai sottovalutata. Esistono diverse tipologie di estratti e la loro interazione con altri farmaci (come quelli per la tiroide o gli ansiolitici) deve essere monitorata.

Per questo motivo, l'approccio "fai da te" è sconsigliato: la scelta del formato e della concentrazione deve essere ponderata in base al proprio stato di salute generale.

 
 
 

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